Sulla mia Strada

Giugno in Costa del Sol – Almuñécar 🇪🇸

Parte I Almuñécar – Parte II Malaga

 

Introduzione

Resto dell’idea che giugno sia il mese ideale per viaggiare in Europa, fa caldo ma non troppo, c’è sole fino a tardi e le principali mete vacanziere non sono troppo affollate, per cui quando c’è la possibilità voglio assolutamente partire, anche solo per un weekend.

Quest’anno tra i troppi impegni sono riuscito a trovare qualche giorno libero da tutto, l’idea iniziale di rimanere in città a fare nulla e oziare è stata subito archiviata dopo aver trovato una bella offerta su Skyscanner: MALAGA 🇪🇸.

Effettivamente il sud della Spagna era sulla mia lista dei desideri da un po’ di tempo per cui prenoto insieme al mio collega Guillaume senza esitare.

Il lavoro occupa molto tempo nelle nostre vite e purtroppo non ho davvero il tempo di programmare cosa fare e cosa vedere durante il nostro soggiorno a Malaga ma, fortuna vuole che un nostro conoscente dice di venire proprio da lì e chiediamo quindi ogni consiglio possibile. Purtroppo per noi quel “vengo da Malaga” significa venire da un paesino della Provincia di Granada a circa 100km da Malaga, non proprio quello che cercavamo ma lui, da buon agente di viaggi comincia a raccontarci delle caratteristiche del suo paesino di provenienza, raccontandoci di belle e tranquille spiagge, di tanti ristoranti di alta qualità e di basso prezzo, e tantissimi bar a tapas. Ci descrive insomma quello che per lui era la Spagna di tanti anni fa ed adesso la si trova solo in piccoli paesi così. Valutiamo il da farsi e finiamo col prenotare quindi un bus da Malaga ad Almunecar, dove trascorreremo i primi due giorni del nostro breve soggiorno.

Giorno I

Il giorno della partenza stacco da lavoro alle 2:30 del mattino, giusto in tempo per tornare a casa, fare una doccia, prepararsi la borsa e, magari provare a dormire un’ora. Nel momento in cui sento che sto per prendere sonno vedo che l’orologio mi dice che mancano tre minuti alla sveglia.

Fuori piove, ed anche tanto, insieme al mio collega lasciamo la macchina al parcheggio del lavoro e proviamo a scroccare la navetta dell’hotel attiguo ma con risultato negativo, a causa di un gran gruppo di turisti asiatici in partenza. A causa di ciò ci facciamo coraggio a vicenda e, dopo 13 minuti di corsa sotto il diluvio raggiungiamo l’aeroporto dove attenderci c’era Alexandre, un altro collega che si è aggregato a noi solo qualche giorno prima.

Ci imbarchiamo sull’aereo mentre fuori continua a diluviare in questa giornata di metà giugno e, proprio a causa della pioggia il nostro volo partirà con un ritardo di 30 minuti che non riusciremo a recuperare durante il tragitto.

Arriviamo nella calda Malaga in ritardo e manchiamo il bus che di avrebbe dovuto accompagnare alla stazione dei bus di Malaga per poi prendere il bus interurbano. Rimediamo comunque con Uber, con il quale una gentile signora russa che abbiamo avuto difficoltà a trovarla nel parcheggio ci depositerà giusto in tempo per la partenza del nostro bus dopo aver guidato tutto il tragitto, autostrada compresa in seconda.

Dopo un’ora e venti circa e qualche pausa durante il percorso arriviamo nella tranquilla cittadina di Almunecar dove, facciamo il check-in in hotel e, pensiamo subito alle cose importanti, mangiare innanzitutto. Il nostro amico ci ha consigliato un ristorante proprio sul lungomare dove ha detto che andando a nome suo saremo trattati da re. Dopo due ore e tre litri di sangria decidiamo di incamminarci per il lungomare dove vediamo la spiaggia deserta e non capiamo il perché. Solo 20 o anche meno metri dopo una raffica di vento ci prende di sorpresa. Nel centro della cittadina c’è il sole  e fa caldo, ma sul lungomare c’è un vento fortissimo, ed a tratti freddo. Passeggiamo comunque sul lungomare e saliamo su un piccolo promontorio che divide la spiaggia in due. Inutile specificare dire che il vento lassù era molto più forte e non piacevole.

Proprio a causa del vento non possiamo proseguire la nostra passeggiata sul lungomare per cui, decidiamo di fare un tour del centro dove sono presenti anche dei resti dell’epoca romana, che ci terranno impegnati per quasi cinque minuti. Decidiamo dunque di cominciare un tour dei bar a tapas presenti in città. Quelli aperti almeno, visto di lunedì la metà sono chiusi. Il tour ci porterà a sorseggiare qualche birra in spiaggia fino al tramonto, dove finalmente il vento si è calmato ed ha reso piacevole gustarsi i raggi del sole presenti a questa latitudine.

Per la sera il nostro amico ci ha consigliato un pub situato sul tetto di un antico convento. Cibo molto buono ma mi aspettavo di più dalla location.

Finiamo col ritornare al bar sulla spiaggia ma, visto che eravamo le uniche persone presenti torniamo presto in albergo per prepararci ad un nuovo ed intenso giorno nella vivante cittadina di Almunecar.

Giorno II

Nonostante il vento sul lungomare, nel centro storico le temperature sono discretamente alte e di conseguenza, dormire non è facilissimo per cui, mentre Alexandre si è svegliato alle 7 ed ha fatto già un tuffo a mare, preso una strada per salire sul punto più alto della città e comprato frutta fresca al mercato, io ho avuto difficoltà a svegliarmi alle 10. Decidiamo quindi di provare l’impresa: la spiaggia. Ci dirigiamo quindi verso l’angolo di spiaggia protetto dalla piccola montagna che divide in due la spiaggia, l’unica zona occupata da qualche bagnante. Ci installiamo e facciamo un tuffo in mare. L’acqua era semplicemente congelata, secondo un sito internet era di 18 gradi, avrei detto anche meno.

Restiamo un po’ in spiaggia per cercare di abbronzarci ma dopo un po’ ci annoiamo e andiamo a pranzo, di nuovo allo stesso ristorante di ieri. Oggi ho voglia di cozze.

Dopo il buon pranzo ci incamminiamo sul lungomare opposto a quello visitato ieri. La strada ci porta quasi ai limiti della cittadina e su tutto il lungomare incroceremo veramente pochissime persone fino a quando decidiamo di fermare la marcia all’Acqua Park. Chiuso anche questo.

Effettivamente in Spagna le scuole sono ancora aperte quindi, anche se fa un po’ strano di vedere strade e bar deserti, è proprio perché la stagione ancora non è iniziata in quanto non essendo una città principale i turisti sono quasi tutti di nazionalità spagnola. Anche per questo in città sono veramente poche le persone che parlano inglese o, altre lingue al di fuori dello spagnolo.

Visto che bagnarsi non è così facile riprendiamo quindi la strada per il centro storico e decidiamo di cominciare un tour dei bar. Visto che il nostro amico ci ha detto che la città è molto economica, cominciamo una sfida tra bar per trovare la Sangria più economica. La vincitrice è un bar su Calle Montevideo che non riesco nemmeno a trovare su Google Maps dove, un litro di Sangria costa 9€.

Il tour dei bar ci ha un leggermente distrutto. Rientriamo quindi in hotel per fare una doccia e prepararsi per la serata. Il programma prevede di salire sulla collina al centro del paese dove si trova un castello, per profittare della veduta e di attendere il tramonto.

Il castello non è niente di eccezionale, tranne che una buona trappola per turisti. La vista invece non è male, complice il fatto che il vento si è finalmente calmato. Attendiamo dunque il tramonto come da tradizione.

Ci perdiamo nei vicoletti del centro storico, praticamente su ogni strada c’è un segnale di “strada senza uscita”. L’obiettivo è trovare un bar che ci è stato consigliato da pratica tutte le persone del paese, il Bar Los Pajaritos che, tutto mi aspettavo tranne che fosse un soggiorno di un appartamento composto da un lungo bancone e tre sedie vicino al muro. La scelta disponibile è tra Birra Estrella o Vino, con cui viene servito un piatto di tapas per ogni giro. Ordiniamo tre birre e ci viene servito un piatto di pesce spada fritto dal sapore eccezionale e, per un totale di 5,80€. Decidiamo comunque di non abusare visto l’andazzo del pomeriggio.

Non lontano da questo magnifico bar c’è un ristorante che ci è stato consigliato da quello che credo sia il proprietario dell’albergo, visto che era 24h/24h alla reception. Bodega Francisco I, non è un luogo consigliato ai vegani, ci sono prosciutti che pendono dal soffitto su tutto il bancone del bar e teste di animali vari sull’altro lato del locale, oltre che manifesti di corride dei paesi limitrofi. Il nostro collega Alexandre non è del tutto a suo agio.

Ordiniamo quindi cinque piatti da condividere, quasi tutti senza carne in modo da condividere anche con Alexandre ed ovviamente un buon litro di Sangria, la più buona tra tutte quelle che abbiamo assaggiate durante la giornata. Prezzo davvero onesto anche qui, paghiamo e facciamo un ultimo tour del centro e del lungomare ma, rientriamo abbastanza presto in albergo, domani ci aspetta una lunga giornata a Malaga!

Conclusioni

Almunecar è davvero una cittadina carina e tranquilla, purtroppo a causa della vicinanza dello stretto di Gibilterra il clima è molto variabile soprattutto per il vento. Da provare magari a partire da fine giugno quando comincia davvero la stagione estiva. Quello che ci è stato detto sì è comunque rivelato vero, se cercate una vacanza tranquilla per mangiare e bere tanto, tenete in conto Almunecar!

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Parte I Almuñécar – Parte II Malaga