Sulla mia Strada

Giugno e le isole Greche – Creta 🇬🇷

Parte prima: Santorini 🇬🇷Parte seconda: Creta 🇬🇷

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Non ho mai caricato una foto che ritraesse me stesso da quando ho iniziato a raccontare i miei viaggi su questo blog ma stavolta ho fatto un’eccezione anche come tributo al grande autoveicolo che ci ha accompagnato in questi giorni. Dammi una panda e ti porto in vacanza! Ѐ così che avrei potuto intitolare questo racconto ma, sarebbe stato decisamente un plagio. Soprattutto perchè io la canzone originale la canto ancora tutt’oggi anche quando non sono sotto la doccia. Ma sarebbe stato comunque un titolo coerente, abbiamo macinato quasi 750km in tre giorni sulla bellissima isola di Creta. Il tempo a disposizione era poco ma

….continuo del Giorno 4 – Mercoledì 6 Giugno
Atterriamo all’aeroporto di Heraklion alle 21:33, dopo un comodo volo di 30 minuti da Atene. Recuperiamo una bellissima ed economica Panda bianca alimentata a gasolio, qualche minuto di chiacchierata con il ragazzo dell’autonoleggio che spiega per bene le condizioni del noleggio, molto chiare e molto gentile lui, ci rassicura soprattutto sul fatto che non ci saranno addebiti anche in caso di piccoli danni al veicolo, cosa che mi spaventa molto quando noleggio una vettura, nonostante mi reputi un buon conducente.
Nonostante mi reputi anche un buon organizzatore di viaggi, stavolta devo ammettere di aver veramente cannato. Ho prenotato un appartamento nella parte centrale dell’isola, nella prefettura di Rethymnon, in modo da visitare entrambi i lati dell’isola, pensavo fosse una buona idea e, teoricamente lo era. Il problema è che sapevo che Creta fosse un’isola veramente grande, ma, un po’ per ignoranza un po’ per superficialità non sapevo che fosse veramente enorme. Me ne sono reso conto solamente quando abbiamo impiegato quasi 2 ore dall’aeroporto all’appartamento, dove, il buon gestore dell’appartamento, molto simpatico e disponibile ci aspettava e ci ha omaggiato con frutta, un prodotto fatto con formaggio Cretese, ed un frigorifero letteralmente pieno di bottiglie d’acqua, indispensabile per il caldo dell’isola. Per chi fosse interessato potete dare un’occhiata alle tariffe dell’appartamento.

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Convinco le ragazze stanche ad uscire, giusto per perlustrare la zona, purtroppo finiamo inconsapevolmente sul lato del lungomare sbagliato, dove tutti i locali sono chiusi. Finiamo quindi col mangiare una pizza (da un sapore mediocre, mi aspettavo molto peggio) e col rientrare all’appartamento verso le due di notte.

Giorno 4 – Giovedì 7 Giugno
Consapevoli della grandezza dell’isola cerchiamo di svegliarci ad un orario quasi decente ma, a causa della stanchezza accumulata dai giorni precedenti non lasciamo l’appartamento prima delle 11:30. Prendiamo confidenza con il nostro nuovo bolide e ci dirigiamo verso ovest, la prefettura di Chania.

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Dopo una quarantina di minuti di guida sulla strada principale, costeggiata da costantemente da ulivi, raggiungiamo il lago di Kournas.

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Un lago di acqua dolce ad un’altitudine di 20m dal livello del mare, per un istante sembra di non essere su un’isola.

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Riprendiamo il nostro cammino verso ovest, la strada principale, la così detta Nazionale, è una semplice strada a due corsie, senza illuminazione di notte e su cui, i locali sfrecciano a velocità esorbitanti incuranti dei frequenti autovelox probabilmente non funzionanti.

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Ovviamente non siamo partiti impreparati. Prima di lasciare l’appartamento ho sfruttato la veloce connessione internet per cercare i migliori ristoranti lungo il percorso e ne ho segnato uno in particolare, quello dove ci recheremo, il ristorante Maracaibo a Kissamos, nell’entroterra e non lontano dalla strada principale. Ci arriviamo alle 13:00, un uomo anziano, credo il proprietario ci avvisa che la cucina aprirà tra mezz’ora ma nel frattempo possiamo accomodarci e ci porta dell’acqua fresca viste l’alta temperatura della giornata. Ritorna qualche minuto prima dell’apertura della cucina per prendere l’ordinazione e, sedendosi al tavolo con noi, ci dice che non ha un menù stampato ma, cambia ogni giorno in base ai prodotti freschi disponibili. Ci propone un’insalata Cretese dicendo che è sufficiente per tre persone nonostante io sia di buona forchetta.

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La foto non rende giustizia, ma l’insalata era veramente grande e soddisfacente per tre persone, strano che io possa dire queste parole ma è la verità. Nonostante le ragazze abbiano già il ventre pieno arrivano i piatti principali. Io ho optato per la papoutsakia (melanzana ripiena con carne macinata, patate, besciamella), una variante della moussaka, la lasagna greca. Ovviamente le ragazze hanno mangiato metà piatto essendo già piene e mi sono dato da fare assaggiando anche le loro pietanze. Il simpatico gestore torna al tavolo chiedendo se avessimo gradito il pranzo e ci porta un assaggio di frutta mista, un dolce e due tipi di liquore differente, uno per me che credo era grappa e un altro per le ragazze che non ho idea di cosa sia. Il più delle volte quando si ordina qualcosa senza dare un’occhiata al menù si finisce con l’avere dei problemi. Per noi invece, è stata una sorpresa. L’intero pranzo, compreso di mega insalatone, tre portate principali, acqua, pane chiesto in abbondanza, assaggio di dolce, frutta, liquore, gatto che accarezza le gambe ed IVA al 24% porta al gran totale di 30€ da dividere in tre. Paghiamo e salutiamo il simpatico anziano con la promessa di tornare a visitarlo nei prossimi anni.
Dopo un pranzo così ci starebbe perfetto un riposino ed invece no, ci rimettiamo in marcia.

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Dopo circa venti minuti, fortunatamente a stomaco pieno lasciamo la strada principale e ci avventuriamo su una lunga strada sterrata.

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Ad un certo punto della strada c’è una sorta di casello per pagare il pedaggio, un po’ bizzarro. Quel che si paga al costo di 1€ a persona è l’ingresso al parco nazionale delle Gole di Samariá in cui, non saremo i soli a percorrere l’infinita strada sterrata.

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Praticamente ad ogni curva si incontra un gregge diverso, sono praticamente ovunque lungo la strada.

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Ovviamente, come qualsiasi posto difficilmente raggiungibile in Grecia, è presente una chiesetta.

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Dopo all’incirca 40 minuti su questa strada sterrata raggiungiamo quello che crediamo sia il traguardo, un bellissimo parcheggio vista mare gestito letteralmente da capre.

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Purtroppo non è ancora il traguardo. Ci aspetta ancora una discesa scoscesa con un numero imprecisato di gradini costruiti alla meno peggio, solo adesso capisco gli alti prezzi dei battelli che portano direttamente alla spiaggia.

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Dopo circa una mezz’ora di trekking veniamo finalmente ricompensati. Con la calura estiva, l’assenza di acqua potabile e con le gambe che praticamente tremano dopo questa infinita discesa (per non parlare del ritorno) sembra quasi di vedere un’oasi nel deserto.

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La particolarità oltre alla sabbia veramente bianca e l’acqua cristallina è che il fondale rimane veramente basso nella baia tranne per un piccolo tratto al centro composto da alghe. Con l’acqua alle caviglie, corriamo, ridiamo e scherziamo tirandoci sabbia contro anche se le ragazze non sembrano apprezzare particolarmente.

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Evitiamo a malincuore di passare tutta la giornata in questo piccolo angolo di paradiso, purtroppo il tempo a nostra disposizione è veramente poco e proviamo a raggiungere un’altra spiaggia su quel versante dell’isola. Ci rimettiamo dunque a bordo del nostro bolide.

IMG_20180607_185720Dopo aver lasciato la bellissima baia di Balos, le opzioni per il continuo del pomeriggio erano due: la vicina e comunque bella spiaggia di Falassarna e, la molto più lontana ma caratteristica spiaggia color turchese di Elafonissi. Sapete già la decisione finale, Emilia già dorme dietro ed io mi godo il panorama tra l’infinito numero di curve.

2018-06-30_03-08-34Dopo ben DUE ore di guida raggiungiamo la spiaggia di Elafonissi che effettivamente, un po’ di color turchese lo aveva per davvero.

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Come a Balos, anche in questa baia il fondale resta veramente basso, restiamo dunque fino al tramonto camminando letteralmente sull’acqua.

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Ci rimettiamo in macchina. Stavolta il cammino è veramente lungo, secondo Google Maps sono ben 131km da percorrere in circa 2 ore e 20 minuti, una gioia per me visto che sono l’unico a guidare.
Ovviamente c’è sempre e comunque la questione legata al cibo, non si può partire per un tragitto così lungo senza sapere dove fermarsi per un altro buon pasto della cucina greca. Dopo circa un’ora e mezza di strada seguendo le indicazioni di TripAdvisor ci ritroviamo nello stesso paese dove siamo stati a pranzo ad un ristorante nelle vicinanze di cui non sono neanche sicuro se il nome si possa scrivere con le lettere di un alfabeto che non sia il greco. Buon ristorante ma non ai livelli del pranzo che abbiamo avuto solo qualche ora prima.
Dopo una lunga giornata trascorsa in macchina e allo scalare promontori le ragazze cadono in un sonno profondo mentre io eseguo il mio compito di andare sempre tutto diritto sulla lunga strada nazionale fino a quando non raggiungiamo Rethymno verso l’1:30 di notte.

Giorno 5 – Venerdì 8 Giugno
Le vacanze trascorrono velocemente ed arriva praticamente l’ultimo giorno di vacanza, l’indomani si parte in mattinata quindi oggi è la giornata da sfruttare. La stanchezza del giorno precedente era pesante ma molto eroicamente riusciamo ad essere in macchina ad un orario quasi decente, le 11:30. Stavolta ci dirigiamo verso ovest.

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Durante la ricerca dei più importanti luoghi culinari su Google imbatto su una ridente località balneare, Agia Pelagia. Le foto dell’acqua trasparente e la sabbia bianca mi ha colpito e, la presenza di un ristorante ben quotato ha fatto il resto.

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Dopotutto la colazione a detta di alcuni è il pasto più importante della giornata e come tale, merita di essere degnamente consumato.

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Sono quasi le 13:00, quasi ora di pranzo, ma la fame non ha orario. Oggi pranziamo con una semplice insalata di mare.

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Dopo mangiato ci avviamo in spiaggia dove, al centro di essa noto uno dei motivi per cui ho scelto questa località. È presente un chiosco per prenotare gli sport acquatici. Emilia vuole fare un giro in barca, io voglio andare veloce su una moto d’acqua. Scegliamo le due opzioni.
Io e Chloé saltiamo a bordo di una moto d’acqua gialla e per ben 15 minuti sfrecciamo intorno al percorso designato al centro della baia. Al ritorno montiamo su un’imbarcazione e andiamo alla scoperta delle baie nelle vicinanze.

IMG_20180608_155418Ci fermiamo in una baia al riparo dalle poche onde, l’acqua ha un colore blu molto intenso. Proviamo a gettare l’ancora ma a causa della cima corta non arriva a toccare il fondale. Ci tuffiamo comunque rimanendo comunque nelle vicinanze della barca. Sono il primo a tuffarmi. Un tuffo a pesce ben coordinato dal mio punto di vista. È proprio quando sono entrato in acqua che mi ha preso il panico per qualche istante. Ho aperto gli occhi quando ero ancora sott’acqua e tutt’intorno non si vedeva altro che blu. Il fondale era profondo chissà quanti metri e nonostante la vicinanza alla costa non si riusciva a scorgere nulla in tutte le direzioni. Si tuffano anche le ragazze. La temperatura dell’acqua è molto piacevole ma purtroppo non abbiamo molto tempo a disposizione. Rimettiamo in moto il nostro battello e ci dirigiamo al limite della zona da noi visitabile e rientriamo alla baia per restituire barca.
Non eravamo comunque i soli in quello specchio d’acqua.

IMG_20180608_155726Rientriamo in spiaggia, approfittiamo di qualche piccolo acquisto da veri turisti presso i negozietti sulla spiaggia (la calamita per il frigo è essenziale) e ci rimettiamo in macchina. Il vero motivo per cui mi sono voluto spingere verso Est è per la presenza del palazzo di Cnosso, uno dei più importanti siti archeologici della mitologia greca. Certo può sembrare fuorviante detto da me ma, chiunque abbia almeno sentito nominare le leggende ed i miti del Minotauro, del filo di Arianna, delle ali di Icaro, e del labirinto può capire l’importanza di questo sito.

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La guida, ripetendo più o meno le stesse parole per richiamarci all’attenti ci spiega appassionatamente le tecniche di ricostruzione che furono molto criticate all’epoca. Quello che all’epoca Micenea era tutto in legno, è stato invece ricostruito con un abbondante uso di cemento armato.
Parla invece con molta delusione degli abitanti dell’isola incolpandoli di non aver gratificato al meglio Arthur Evans, l’archeologo che ha portato alla luce i resti di Cnosso.

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Durante la fine dell’800 un commerciante di Creta cominciò delle ricerche in zona e trovò i resti del magazzino del palazzo ma, i turchi che all’epoca avevano il controllo dell’isola lo costrinsero a fermarlo e gli proposero la vendita del terreno ma ad un prezzo considerato spropositato. Circa 20 anni l’isola di Creta ottenne l’indipendenza dall’impero ed Evans, rischiando di tasca sua, utilizzando i risparmi di famiglia comprò il terreno dove si pensava sorgesse il Palazzo. Scommessa vinta.

IMG_20180608_180620Finiamo il tour di circa un’ora e dopo un altro giretto nel sito archeologico decidiamo di tornare alla base.
Durante l’ormai solito tragitto in macchina che sembrava per me non avere mai fine e ripetere sempre le stesse curve, ci troviamo di fronte a questo panorama. Anche oggi quella palla di fuoco incandescente ha compiuto il suo dovere.

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Raggiungiamo Rethymno poco dopo il tramonto e cominciamo a programmare la serata. Ovviamente quando si è in vacanza ognuno ha qualcosa che desidera fare, vuoi che siano abitudini o tradizioni vanno comunque fatte. Nel mio caso mi ritengo fortunato che non ci siano casinò sull’isola, a volte queste abitudini sono anche costose. Caso diverso invece per l’abitudine di Chloé quando è in vacanza. In ogni posto che visita in vacanza desidera fare un Escape Game, al momento ne ha giocati una quarantina in giro per l’Europa. Assecondiamo così la sua richiesta e dopo un’oretta ci ritroviamo in una riproduzione del civico 221B di Baker Street, Londra, immaginate qual’era il tema. Vinciamo con uno scarto di 12 secondi.

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Per la serata restiamo nel centro di Rethymno che ancora non avevamo visitato ancora, di prendere ancora la macchina non se ne parla proprio. È venerdì sera, c’è tante gente in giro, ne approfittiamo per cenare (ovviamente) su un locale del lungomare, dove si concentra la movida del luogo e, nonostante siano ormai passate le 23:00 la maggior parte dei negozi sono ancora aperti, una volta ci ero abituato anch’io ma purtroppo i tempi cambiano e con essi anche abitudini e luoghi in cui si vive.
Rethymno è comunque molto più carina di quanto me l’aspettassi, c’è molto da vedere, peccato non averne avuto il tempo, ammiriamo comunque i caratteristici vicoli alla notte.

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Siamo tutti un po’ stanchi e decidiamo per cui di rientrare in appartamento per l’ultima notte nel nostro bel appartamento cretese.

Giorno 6 – Sabato 9 Giugno

La sveglia suona alle 5:30. C’è già un po’ di luce all’esterno. Lasciamo l’appartamento non potendo purtroppo salutare i gentilissimi gestori a quell’ora del mattino e con il nostro bolide ci dirigiamo verso l’aeroporto di Chania che, in realtà in italiano si chiama La Canea, ma questo è un altro discorso e spero di approfondirlo alla prossima visita dell’isola.
Dopo un’ora e mezza di strada raggiungiamo l’irraggiungibile aeroporto dopo la solita strada nazionale e una marea di viuzze cittadine.
Dopo i rapidi controlli di sicurezza imbarchiamo sul volo delle 9:00 per Atene dove salutiamo Chloé che si fermerà nella capitale per una notte mentre, io ed Emilia aspettiamo il volo del pomeriggio per Napoli salutando anche per quest’anno la mia amata Grecia dopo una breve ma intensa vacanza. Una settimana per visitare due isole bellissime non era di certo sufficiente ma abbiamo fatto il possibile.
Arrivederci Creta e spero di tornare in Grecia anche per la prossima estate in chissà quale isola!

Considerazioni finali

  • Sperando che avete letto tutto il mio racconto adesso sarete sicuramente a conoscenza che l’isola di Creta è veramente enorme. Ha quasi la stessa superfice della Corsica per intenderci.
  • Abbiamo percorso circa 750km in auto in 3 giorni.
  • Le spiagge più belle si trovano tutte nella parte occidentale dell’isola, nella prefettura di Chania.
  • Le persone sono gentili ovunque, molto più di Santorini e Mykonos, non ci trattano solo come semplici turisti ma si divertono anche a scambiare qualche chiacchiera.
  • Noleggiare una macchina è fondamentale.
  • Il consiglio è quello di concentrarsi solo su un versante dell’isola in modo da non sprecare troppo tempo in auto.
  • Prendete in considerazione di soggiornare sull’isola almeno una settimana.

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