Sulla mia Strada

Da solo, mai da solo, Rodi e Mykonos 🇬🇷

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In cinque giorni ho visitato due bellissime isole greche, Rodi e Mykonos, passando per Atene 🇬🇷. L’ho fatto da solo, senza sapere dove andare, cosa fare, cosa vedere, semplicemente il miglior viaggio mai fatto finora. Praticamente da solo non sono mai stato, è stato un susseguirsi di piccole avventure e nuove conoscenze.

Prologo
Verso la metà di aprile, mi chiama Scott, un mio ex collega inglese dalle abitudini abbastanza curiose. Mi chiama dicendomi che verso maggio/giugno si trasferisce a Rodi per la stagione estiva come già fatto qualche anno fa. Da buon amico mi invita a raggiungerlo per qualche giorno. Non è una cattiva proposta, peccato che ho gli ultimi esami dell’anno accademico proprio in quel periodo per cui declino l’offerta di partire con lui. Per la verità per quanto sia un tipo stravagante (uno dei suoi tatuaggi è un pene su un fianco, tatuato guarda caso proprio a Rodi qualche anno prima) penso proprio di declinare totalmente la sua offerta per trascorrere le mie due settimane e mezza di vacanza unicamente a casa in Italia. Mentre mi preparavo per gli esami mi arriva un’offerta via email di una compagnia aerea che offriva voli a 5€ e subito mi catapulto sul sito per dare un occhio a che tratte ci sono a quella tariffa da/per Inghilterra o da/per Napoli. Tra i pochi voli rimasti a quella tariffa mi salta all’occhio un Mykonos – Napoli one way per il 29 giugno, lo prenoto subito senza pensare a come e quando andare in vacanza. Il giorno dopo a lavoro chiedo le ferie al boss, decido per 24 giugno – 11 luglio, e mi viene detto che sono praticamente gli unici giorni disponibili, per una volta mi va bene! Appena torno a casa controllo i voli e chiamo Scott, accetto il suo invito! Il mio itinerario sarà:
Luton – Rodi
Rodi – Atene
Atene – Mykonos
Mykonos – Napoli
Napoli – East Midlands


Ovviamente tutto low cost e ad Atene si va solo per lo scalo, spesa totale: 140£ più o meno.
A Mykonos sarei stato completamente da solo ma pensando a come potrebbero andare i giorni a Rodi insieme al mio amico Scott un po’ di riposo da solo può solo che andare bene!
Si avvicina sempre di più la data per la partenza nel mezzo c’è lo stress di un lavoro che voglio lasciare, esami universitari che vanno nel migliore dei modi e una toccata e fuga in Croazia, tutto bene fin quando un giorno dopo essermi svegliato alle 3 del pomeriggio dopo un turno di notte a lavoro trovo un messaggio WhatsApp di Scott che mi dice che tra qualche giorno avrà un volo per tornare in Inghilterra perché stanco della Grecia dopo circa tre settimane, molto bene. Mi affliggono vari pensieri, del tipo non partire più e buttare 140£ di voli perché sinceramente non ero molto propenso a passare 5 giorni in Grecia da solo e dover pensare anche a dove andare a dormire, visto che sarei stato ospite a sbafo dal mio amico. Mi prendo qualche giorno per decidere, non ne mancano molti ormai alla partenza, alla fine mi decido a dare un’occhiata agli alberghi, mi meraviglio di come ce ne siamo così tanti con nome italiano, salvo poi rendermi conto che stavo guardando i prezzi di Rodi Garganico in Puglia. Prenoto un albergo a pochi passi dal centro di Faliraki (isola di Rodi, ho controllato bene stavolta) e un ostello in centro a Mykonos (solo per una notte andava più che bene).
La partenza si avvicina sempre di più e mi arriva una chiamata totalmente inaspettata. Qualche settimana prima dopo un turno a lavoro abbastanza nervoso mando il mio curriculum un po’ ovunque in Europa e mi arriva una proposta di lavoro dalla Svizzera, prenoto un aereo al volo per il colloquio ed una prova anche se non mi aspetto niente e qualche giorno dopo mi richiamano per sapere se sono ancora interessato a lavorare per loro, accetto e mi dicono che devo iniziare il 4 di luglio. Ho praticamente una settimana e mezza per dare il preavviso a lavoro, spedire e far arrivare le valigie in Italia, trovare una sistemazione in Svizzera e, soprattutto trovare qualcuno che prendesse la mia camera inglese ad un costo non alla portata di tutti (mannaggia a me che voglio vivere in centro).

Giorno 0
Sistemo tutto ovviamente l’ultimo giorno quando finisco il lavoro alle 6:30 e mi trattengo con i colleghi per una birra, avete capito bene, le colazioni quelle belle. Verso le 8 torno a casa, doccia al volo e mi ritrovo al pub per un’ultima English Breakfast con altri colleghi e amici che dovevo salutare per forza, poi ritorno a casa, consegno le chiavi alla nuova inquilina e infilo tutto quello che non è entrato nelle valigie spedite nel bagaglio a mano comprensivo di tablet e PC portatile. Non so quanto pensante ma mi ha lasciato il segno sulle spalle.
Ovviamente sempre all’ultimo momento mi dirigo alla stazione dei bus e si va alla volta di Luton.

LTN-RHO
16:50 – 22:50 (17:05 – 22:56)
U22005 – Posto 17C
A320 – G-EZTZ
Posto lato corridoio, sedili slim con un pitch quasi decente per la mia altezza non vedo l’ora di fare una gran dormita ma, ovviamente l’unico infant a bordo è seduto nella fila accanto alla mia….

Atterrato a RHO mi dirigo verso il piazzale degli shuttle bus che vanno un po’ ovunque sull’isola. Dopo un’ora di attesa per partire arrivo in albergo verso l’1 di notte ed essendo Sabato sera ci sono molti ragazzi in giro per la hall a quell’ora mi trattengo per uno spuntino ma poi vado dritto per dritto a dormire visto che non ho dormito i due giorni precedenti.

Giorno 1
La mia scelta di non pagare l’aria condizionata (viaggio low cost!!) mi porta ad avere una sveglia alle 7 circa viste le alte temperature vabbè, ne approfitto per scavare nel bagaglio e scoprire cosa avevo portato con me e subito vado sulla piscina dell’hotel. Mi rilasso e provo a dormire sul lettino ovviamente senza successo. Dopo qualche ora la piscina comincia a riempirsi e la clientela dell’albergo mi sembra quella del cast di Love Island, i classici inglesi tatuati in vacanza. Una volta capito che non si dorme mi dirigo verso il centro del paese.

Faliraki è un po’ come un parco divertimenti per gli inglesi, sono loro i maggiori frequentatori dell’isola anche se negli ultimi anni sono diminuiti parecchio in favore di un aumento di turisti Israeliani e russi e ovviamente tantissimi Italiani ad agosto. Il centro del paese da buon posto di vacanza è composto unicamente da bar, pub, ristoranti, discoteche e tatuatori aperti 24h. La spiaggia principale è abbastanza affollata, mare molto pulito e sabbia bollente, siamo a 29°.

Vedo da lontano la scritta “Water Sports” e ci corro a piedi nudi sulla sabbia bollente, chiedo informazioni su quanto costava fare qualche giro sulla moto d’acqua, neanche sento la risposta che ero già pronto con la mia fedele carta prepagata, mi poteva chiedere qualsiasi cifra in quel momento. Mi prendono con una barca insieme ad una coppia di olandesi e ci portano su un’altra spiaggia dove ci consegnano le moto e ci lasciano divertire al largo per 20 minuti. Pura goduria.

Si rientra in spiaggia, la temperatura del mare è uguale a quella del piatto di pasta e patate che fa mio zio in pieno luglio. Opto per una passeggiata sul lungomare e mi fermo a mangiare una pita (sarà la prima di tante). Da buon turista mi fermo vicino ad un baracchino delle escursioni al porto turistico, essendo da solo e per pochi giorni decido di prenotare una gita in barca di 3 ore per il martedì. Faccio un altro tuffo perché veramente troppo caldo e dalla spiaggia raggiungo una scogliera dove ho una panoramica completa della spiaggia.

Stanco e senza alcuna voglia di arrostirmi sotto al sole in spiaggia decido di rientrare in hotel e fermarmi un oretta in piscina dove il sole era gia andato via. Nessuna soddisfazione qui, tutte coppie che stanno per fatti loro, giustamente. Mi fermo un po’ a chiacchierare con i gestori dell’albergo che nonostante sia un due stelle e per quello che pago hanno un’ospitalitá eccellente. Mi ritiro in camera perdo un paio d’ore in camera a vedere le foto scattate durante la giornata fino a quando decido di fare una doccia e di prepararmi per uscire la sera con tutta calma. Scendo in centro del paese abbastanza affollato per essere domenica, un ragazzo italiano che fa il PR mi ferma per strada pubblicizzando la discoteca per cui lavora, chiacchieriamo un po’ e gli racconto come mai sono a Rodi e perché sono da solo. Coincidenza vuole che conosce il mio amico Scott anche se non ho ben capito in che strana occasione l’ha conosciuto ma se lo ricorda per il tatuaggio sul fianco, mi immagino come lo mostra orgoglioso in giro. Mi fa conoscere tre ragazze italiane anche loro in vacanza, mi fermo a bere e chiacchierare con loro per poi proseguire in discoteca. Ovviamente avendo praticamente un amico PR le consumazioni volano ed il tasso alcolemico aumenta di conseguenza. Ci accordiamo non so come o perché per quello che ricordo per andare all’Acqua Park di Rodi il giorno dopo. Appuntamento alle 10 fuori al parco, erano le 5 ed eravamo ancora in discoteca. Ovviamente si rimane fino alla fine, fortunatamente il mio nuovo amico mi accompagna in albergo in motorino, ovviamente senza casco (non so se non è obbligatorio in Grecia ma non ne ho visto nemmeno uno) e dice che alle 10 mi viene a prendere lui domani per andare al parco.

Giorno 2
Ovviamente con le poche ore che mi prospettavo di dormire non riuscivo ad immaginare come ed in che situazione mi sarei svegliato alle 10 ma, la temperatura del luogo in assenza di aria condizionata mi fa svegliare molto prima dell’appuntamento. Ci incontriamo con le ragazze all’ingresso del parco, ovviamente in ritardo. Proviamo vari scivoli per poi mettere base alla piscina principale dove ci sono anche le onde artificiali. Ci si rilassa, gli altri dormono, purtroppo io non riesco. Riprendiamo il giro degli scivoli e rimaniamo in giro fino alle 19 orario in cui veniamo giustamente cacciati dal parco perché devono chiudere.

Le ragazze vanno in albergo io e il PR ci fermiamo in un ristorante del centro gestito da un suo amico e ceniamo con Pita, Feta fritta ricoperta da miele e semi, spiedino di carne con patatine fritte, diversi litri di acqua, il tutto per 10€ a persona, prezzi in amicizia ma comunque Rodi ha la sua economicità. Ritorno in albergo, metto il telefono in carica provo a dormire per un po’ ovviamente senza successo, doccia, mi preparo e si torna in centro. Ritrovo il mio amico PR e gli chiedo dove sono le ragazze, mi dice che erano stanche per le piscine e rimanevano in albergo, vabbè. Di quella sera non so quanti soldi ho speso per consumazioni varie, praticamente ogni ragazza che trovavo vicino al bancone di qualsiasi bar le offrivo da bere per poi invitarla a ballare o giusto per una chiacchierata. Un po’ annebbiato dai fumi dell’alcol mi faccio convincere da una ragazza a prenotarmi per un tatuaggio. Si, mi sono prenotato un “Life is a game” da tatuarmi in petto alle 3 di notte, pago la caparra e nel frattempo andiamo in discoteca. Perdo di vista la ragazza ma all’improvviso mi innamoro, intravedo una ragazza bassina e dai tratti asiatici, proprio come piace a me. Ovviamente appena la vedo la invito a bere qualcosa e lei rifiuta ma non mollo e attacco bottone, il caso vuole che viene dal mio stesso paese inglese in cui vivevo e lavoravo fino a qualche giorno prima, quanto è piccolo il mondo. Il tempo passa e mi dimentico totalmente della prenotazione del tatuaggio non so se essere fortunato di questo o no. Sulla strada che mi conduce in albergo finalmente scopro per caso il vero simbolo di Rodi, anche se lo immaginavo piu’ grande.

Giorno 3
Solita sveglia di prima mattina anche se stavolta stranamente mi riaddormento per svegliarmi verso le 10. Decido di andare in centro e prendere un bus che mi porterà a Rodi città, visita veloce del centro storico, del porto dove una volta c’era il vero Colosso di Rodi e improvvisamente mi ricordo che avevo prenotato una gita in barca proprio per quel pomeriggio.

Riprendo il bus per tornare a Faliraki e con un giro veloce mi fermo a comprare un cappello visto che non volevo rischiare un insolazione e mi rifiuto di comprare una crema solare visto che la più economica costava 25€. Si parte per la gita e sono tra i primi a salire a bordo, la barca ha una buona copertura quindi probabilmente evito l’insolazione, i miei compagni di viaggio sono abbastanza vari, c’è una famiglia francese un paio di coppie del nord Europa ed una ragazza che viaggia sola. La gita consiste nel fermarsi in tre baie molte belle di cui la sosta più lunga è di due ore.

Non credo che sarei mai venuto in una di queste spiagge se non fosse per questo tour per cui ne sono soddisfatto.

In una delle soste con la scusa di fare una foto attacco bottone con la ragazza che è sola in barca, è Croata e molto carina, mi racconta di essere un’assistente di volo e che a breve verrà basata a Luton per gli Arancioni e si trova a Rodi per due notti perché era il volo più economico dalla sua attuale base in Belgio per non so quale compagnia charter.
Una delle tappe del tour e’ alla Anthony Quinn Bay. Il nome e’ dovuto al fatto che parte del film “I cannoni di Navarone” e’ stata girata proprio in questa baia e alla fine delle riprese, il protagonista ha acquistato la baia, salvo poi restiuirla all’isola nel 1990, conservandone il nome.

Passiamo il resto della gita insieme per poi scambiarci il numero di telefono per uscire insieme la sera.

Sbarchiamo, mi fermo per una pita e torno in albergo. Con molta calma mi faccio una doccia e all’improvviso arriva la svolta della serata. Mi ritrovo con un messaggio su Tinder (app per conoscere persone) di una ragazza tedesca con cui scambio qualche parola e mi dice che alloggia con i genitori in un resort che Google Maps dice essere a 15 km da dove sono io, le chiedo di incontrarci ma non vuole venire in centro perché non le piace troppo la vita mondana e allora mi vesto al volo e di corsa mi dirigo alla stazione dei bus, nonostante ero cosciente di non riuscire a beccare l’ultimo bus della serata. Trovo per caso il mio amico PR per strada e gli chiedo il favore di prestarmi lo scooter e neanche finisco di chiederlo che già mi porge le chiavi. Ovviamente senza casco e su una strada alquanto che sicura mi dirigo all’albergo dove alloggia questa ragazza, un bel cinque stelle e con molta modestia e con un buon inglese mi dice che gli alberghi più belli e cari erano già tutti prenotati, le rispondo che è l’unico motivo per cui alloggiavo a Faliraki, ovviamente!
Verso mezzanotte torno in centro nella strada dei bar, consegno le chiavi dello scooter mi fermo un po’ con il mio amico per due chiacchiere ma preso dalla stanchezza e dall’abbattimento post pita saluto e ringrazio il mio amico e torno il albergo, d’altronde non so quante ore ho dormito negli ultimi giorni e non mi ero reso neanche conto che la mia vacanza a Rodi era finita, il giorno dopo avevo lo shuttle bus alle 7:25 per l’aeroporto e volare ad Atene e poi verso Mykonos.

Giorno 4
Ovviamente non ho problemi a svegliarmi presto la mattina visto che le temperature aumentano giorno dopo giorno. Saluto e ringrazio il personale dell’albergo con cui rimango in contatto su Facebook, veramente persone squisite.
Arrivo in aeroporto e per caso trovo la ragazza croata che non avevo completamente dimenticato di contattare la sera prima, ma ero troppo stanco per la gita in barca e ho preso sonno troppo presto.

RHO-ATH
11:05 – 12:15 (11:28 – 12:20)
FR1245 – Posto 28F
B737 – EI-DWO
La saluto e mi imbarco. Avrei veramente voluto dormire anche se il volo è relativamente breve, ci sono solo due bambini a bordo del volo, uno dietro di me e un’altro davanti, una sinfonia.

Ho circa 5 ore tra i due voli (coincidenza fai da te), arrivo ad Atene in perfetto orario, scendo con tutta calma dalla scaletta posteriore e c’è una temperatura che sfiora i 40°. Passeggiata infinita fino al terminal e, con tutta la calma di questo mondo esco dalla zona arrivi e rientro in aeroporto area partenze.

Abbastanza affollato ma meno di quanto mi aspettavo essendo quasi luglio. Mi fermo un paio di ore al McDonald’s con vista su una delle piste. Traffico composto principalmente da Aegean Airlines, Ryanair e Olympic. Il tempo di scroccare la vista e caricare il cellulare e mi dirigo verso la zona delle partenze. Sinceramente è un aeroporto che non ho mai capito com’è strutturato, ci sono stato una volta qualche anno fa e non so per cosa ma lo trovo abbastanza diverso. Al controllo della sicurezza dopo aver alzato il mio pesante bagaglio sul nastro aiuto una ragazza col suo bagaglio, occhi bellissimi e dopo che lei mi ringrazia le rispondo con il mio solito “I AM a gentleman” chiacchieriamo un po’ e mi racconta un po’ la sua vita, mezza tedesca mezza iraniana, parla 7 lingue e si dirigeva ad un volo per Bucarest, peccato io andavo nella direzione opposta, ci scambiamo i contatti Facebook e ci salutiamo. Manca ancora tanto all’apertura del gate ma visto che in quella zona dell’aeroporto c’erano solo due gate già tutti sapevamo quale sarebbe stato quello per Mykonos.

ATH-JMK
17:05 – 17:55 (17:19 – 17:55)
FR6592 – Posto 28A
B737 – EI-DWO
Per la prima volta mi capita di prendere un aereo che avevo già preso in precedenza, era infatti lo stesso aereo che avevo preso in mattinata per il RHO-ATH, stessa fila ma finestrino opposto. Volo ovviamente strapieno con un buon 70% di ragazze a bordo, dato alquanto inaspettato. Atterraggio duro.

In avvicinamento a JMK comincio a scattare qualche foto beneficiando del posto finestrino quando, girandomi verso la cabina vedo che la ragazza seduta lato corridoio si sforza con la testa per vedere lo spettacolo del finestrino, le chiedo se vuole che scatto qualche foto col suo cellulare e, ovviamente risponde in modo positivo.

Con la scusa che voglio quelle foto le chiedo di scambiarci i contatti. C’è una gran confusione per scendere dall’aereo, quando sto per scendere l’assistente di volo mi blocca facendo partire il bus per il terminal mezzo vuoto. Vabbè ho perso le foto e ho perso la conoscenza di una bella ragazza, c’est la vie. Cosa del tutto inaspettato mentre andavo verso la fermata del bus pubblico sento qualcuno correre, mi giro e vedo che era lei che mi seguiva. È in vacanza con un’amica, le chiedo se la sera vogliono venire in centro per bere qualcosa, mi rispondono che mi faranno sapere, equivale ad un no.
Prendo il bus che mi porta in centro, precisamente ad Old Port, vado in ostello per posare la zavorra e vengo accolto in modo abbastanza rude dalla ragazza della reception che mi dà le chiavi della camerata e mi dice qual’è il letto (già mi manca Rodi). Lascio la zavorra sul letto, mi lavo velocemente ed esco in paese, giro per i vicoli del centro, una passeggiata ad una spiaggia vicina e aspetto il tramonto sulla collinetta dei mulini a vento (quando non c’era ancora il turismo erano tutti a zappare).

Rientro in ostello verso le 21:30, mi butto sul letto e vista comunque la stanchezza accumulata nei giorni passati credo che non mi farebbe male una serata tranquilla a dormire. All’improvviso arriva la svolta della serata, la ragazza incontrata in aeroporto mi scrive un messaggio “where are you?” gli rispondo che sono in centro e scappo per una doccia veloce, mi rivesto e scendo per davvero in centro fino a quando non mi rendo conto cosa poteva andare storto in quella situazione. La ragazza non mi ha risposto più per un semplice motivo, c’era un blackout sull’isola e la maggior parte di bar/ristoranti e hotel non avevano corrente elettrica e quindi tantomeno connessione all’internet. Giro così senza meta fin quando non mi risponde e mi gira la posizione di dove si trova, avvio Google Maps e mi incammino verso di lei tra i vicoli stretti del centro. Finalmente ci vediamo, ci salutiamo, ci confrontiamo la giornata, lei si scusa perché nel suo ostello non funzionava internet per tutto il giorno ma, purtroppo lei e la sua amica si rendono conto che manca poco tempo all’ultimo bus per tornare al loro ostello, passeggiamo quindi verso la fermata del bus e propongo per il giorno successivo di vederci e magari di noleggiare uno scooter per vedere bene l’isola visto che partirò in serata. Salgono sul bus e io ritorno verso il centro, mi fermo in un bar per mangiare qualcosa e mi rendo conto di come l’isola cambi dopo il tramonto. La maggior parte dei bar del centro sono frequentati esclusivamente da uomini, sapevo della nominata che ha l’isola ma finora non avevo visto ancora situazioni del genere. Torno in ostello preso dalla stanchezza, ricevo un ultimo messaggio da lei, che mi dice che la sua amica ha trovato altro da fare per domani e quindi saremo solo io e lei e ci diamo appuntamento per le 10 al suo ostello.

Giorno 5
Nel mio ultimo giorno di vacanza in Grecia mi sveglio per le 9, prendo la mia zavorra e mi dirigo alla reception per riconsegnare le chiavi. Alla reception c’era la ragazza che mi aveva accolto il giorno precedente in modo rude e sbrigativo (che sinceramente avevo anche dimenticato visto che comunque avevo passato un bellissimo proseguimento di giornata), si scusa di come sono stato trattato e mi abbraccia forte (le scuse, quelle belle), si presenta e parliamo un po’, le chiedo consigli sulle spiagge da vedere e con su una cartina mi segna tutti i posti più belli da vedere in una giornata. Ringrazio cordialmente e lascio alla reception la mia zavorra (sarebbe stato veramente impossibile da portare con me su uno scooter). Mi dirigo preso il noleggio proprio di fianco l’ostello con cui hanno anche una convenzione e mi negano il noleggio di uno scooter perché ho solo la patente B (che in Italia mi consente di guidare scooter fino a 125cc) per cui, le uniche alternative sono un quad o una macchina. Ovviamente quad.
Pago e mi dirigo verso la stazione di rifornimento più vicina. Non mi rendo conto di essere in un ritardo mostruoso al mio appuntamento. Google Maps non mi è molto di aiuto in quanto mi fa svoltare spesso in strade private o addirittura su una spiaggia. Raggiungo il luogo dell’appuntamento con solo mezz’ora di ritardo, ovviamente mi scuso e partiamo per il nostro giro dell’isola.
Prima tappa a Paradise Beach, una spiaggia conosciuta principalmente per i locali notturni che sono proprio a ridosso della spiaggia, dove dal tardo pomeriggio in poi si comincia a fare festa. Sabbia bianca e mare cristallino, restiamo qui per una mezz’ora, poi ritorniamo al quad per la prossima tappa.

Una particolarita’ delle spiagge dell’isola e’ che quasi tutte hanno una sorta di barriera naturale a pochi metri dalla riva per poi proseguire con il fondale sabbioso.

Una discesa con una pendenza incredibile (ci sono dei copertoni vicino ad un muro a fine discesa), prcede l’ingresso a Super Paradise Beach, stesso andazzo della precedente, di giorno molto tranquilla, di notte si trasforma. La baia è più piccola ma anche meno affollata, ovviamente quello che attira è la scritta “Water Sports”, mi ci avvicino chiedo i prezzi ma stranamente non cado in tentazione e preferisco passare il tempo in acqua con la dolce donzella.

Ci stiamo una mezz’ora e riprendiamo il nostro mezzo di locomozione a quattro ruote. Giriamo senza una meta precisa e all’improvviso ci ritroviamo in zona aeroporto, fermo immediatamente il quad, apro Flightradar e noto che c’è un Aegean A320 da Atene in avvicinamento. Il tempo di arrampicarsi su dei sassi a bordo strada e vediamo l’atterraggio. Esiste davvero qualcosa di più romantico?

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Proseguiamo il nostro tour e giungiamo a Agrari Beach, più grande delle precedenti ma comunque molto tranquilla, facciamo un tuffo veloce visto che le temperature sono altissime (38° secondo il mio cellulare) e ci incamminiamo a piedi verso la spiaggia Elia, le due spiagge sono divise da una collinetta, la quale se non fosse per le temperature così alte sarebbe anche una piacevole passeggiata.

Quello che non sapevamo è che il primo tratto della Elia Beach è naturale, ed è frequentata prevalentemente da uomini. Giunti lì ne approfittiamo comunque per un tuffo, stiamo qualche minuto e torniamo a riprendere in quad.

Andiamo verso il centro dell’isola, ci fermiamo per fare rifornimento e comprare qualche sandwich da mangiare alla prossima tappa. Purtroppo in questo tratto di strada perdo il mio cappello e per il resto della giornata sono a capo scoperto sotto un sole fortissimo.
Ci avventuriamo su un tratto di strada sterrata che costeggia un lago artificiale, il Marathi, che offre acqua fresca all’isola. Un paesaggio che non mi sarei mai aspettato su un’isola del genere, il tutto circondato da capre e cavalli un po’ ovunque. Raggiungiamo così la spiaggia di Fokos, la più bella vista finora a mio avviso. È una spiaggia non attrezzata molto grande e ai lati della baia ci sono pareti rocciose molto scoscese.

È la baia dove trascorriamo più tempo, ci avventuriamo verso l’esterno della baia dove c’è un arco in roccia molto particolare ed entriamo in una grotta presente a metà baia.

La spiaggia è davvero poco frequentata per cui è una vera e propria oasi, l’unico punto negativo è che non ci sono punti ombra, la mia pelle ne risentirá.
Riprendiamo il nostro quad e ci dirigiamo verso Mykonos città, ormai l’orario di partenza del mio volo si avvicina. In circa mezz’ora raggiungiamo il centro del paese, riconsegniamo il quad e ne approfittiamo per un’ultima passeggiata insieme per le vie del centro, ci fermiamo a bere un aperitivo fresco a Little Venice, dopodiché raggiungiamo a piedi la stazione dei bus, lei prende il bus per il suo ostello ed io quello per l’aeroporto. È il bus per l’aeroporto più economico che abbia mai visto (1,80€), ed in circa 15 minuti sono direttamente nel piccolo aeroporto isolano. Supero i rapidi controlli ( non è che ci si applicava molto) ed in pochi minuti sono airside, ancora col costume un po’ bagnato. In quel momento c’erano due voli oltre al mio previsti per la partenza, un EasyJet ed un Transavia.

Mi cambio del costume e faccio una fila interminabile al bar dove c’è solo una persona al banco.

JMK-NAP
20:35 – 21:30 (20:35 – 21:16)
V71611 – Posto 18C
B717 – EI-EXB
Arriva il turno del nostro imbarco, non molta gente a dire la verità, arrivano le addette al banco che urlano di qua e di là che la cabina è piena e tutti i bagagli superiori alla misura massima andranno in stiva con un addebito di 60€, ed io che guardavo la mia zavorra che effettivamente era di dimensioni maggiori. Passo il gate nascondendo il mio borsone e saliamo su un cobus il quale ci porterà dopo 30 metri di fronte al nostro ferro. Per la prima volta sarò a bordo di un membro della famiglia MD, o almeno un discepolo. Volotea vola infatti per Napoli con un bel Boeing 717 entrato in servizio ben 14 anni fa.

La cabina al contrario di quanto annunciato a terra e mezza vuota, se non anche meno della metà. Scambio il mio posto per un 5A in modo da avvicinarmi di più all’uscita in modo di correre verso l’uscita al più presto e di prendere al volo un taxi per il porto e prendere l’ultimo traghetto per casa. Anche (credo) grazie al fatto che viaggiamo leggeri arriviamo con un leggero anticipo il che mi consente di arrivare a casa per la notte.

Ho un bilancio assolutamente positivo di questo viaggio, ringrazio davvero molto il fatto di essere andato solo, che poi, solo non sono praticamente mai stato, ho scoperto due isole bellissime anche se Mykonos l’ho vista praticamente di sfuggita ma in modo intenso. La ragazza che ho conosciuto a Mykonos è in viaggio per l’Europa da febbraio e tornerà a casa ad agosto, questi sono viaggi. Siamo comunque ancora in contatto.

Non si sa cosa la vita ha in serbo per noi, quello che possiamo fare è godercela fino in fondo, stavo per non partire per la paura di essere solo ma ho avuto la miglior vacanza che abbia mai fatto finora. Davvero non so quanti rimpianti avrei avuto.