Sulla mia Strada

Un Salto in Costa Azzurra 🇫🇷🇲🇨

È ufficiale, sono diventato amante dei break di due giorni. Questa volta sono stato nella vicina Costa Azzurra, in giro tra Nizza 🇫🇷 ed il Principato di Monaco 🇲🇨. Giornate caldissime, posti fantastici, nuovi amici ed anche un pizzico di fortuna ? C’è sempre bisogno di un break!

Prologo
Nell’ultimo mese per me sono cambiate tante cose: un trasferimento in una nazione diversa, parlando o almeno cercando di parlare una lingua diversa che non ho mai parlato prima. Ma nonostante ciò nella mia mente c’è ancora la Grecia. Penso ancora a quelle spiagge e paesaggi meravigliosi, e, a tutti i bellissimi momenti che ho vissuto. Ho sempre desiderato un viaggio come quello, dove da solo e senza nessuna aspettativa ho vissuto la mia miglior avventura di sempre. Purtroppo, una volta finita la vacanza si ritorna alla vita normale, al lavoro, ai problemi quotidiani e tutto quello che ne consegue. Per di più, un’estate in città, o comunque al lago non è estate per me che vengo da un posto di mare. Sento il bisogno del mare. La località di mare più vicina è la Riviera Francese o quella Ligure. Sono 5 ore di macchina, almeno, e altrettanto per tornare. Un po’ difficile soprattutto per me che non amo guidare. Controllo i voli e sinceramente non mi aspettavo di trovare molta scelta per arrivare in Riviera in poco tempo e anche a buon prezzo. Partendo da Ginevra e con un veloce scalo a Zurigo posso essere a Nizza alle 10 del mattino. Prenoto immediatamente approfittando di un’offerta con Swiss.

Il mio itinerario:
1/8 – Ginevra – Zurigo
1/8 – Zurigo – Nizza
2/8 – Nizza – Ginevra

Giorno 1
Passano i giorni e si lavora durante, ma finalmente arriva il giorno della partenza. Avrei dovuto finire di lavorare alle 02:30. Il mio volo è alle 7:25 e casa mia dista mezz’ora attraversando il confine. Chiedo al boss di finire più tardi e finisco a chiusura, alle 05:00, cosí vado direttamente in aeroporto ed ho fatto un po di extra. 🙂
Lascio la macchina al parcheggio del lavoro e mi dirigo a piedi verso l’aereoporto, che raggiungo in una decina di minuti.

L’ingresso, al piano terra è completamente deserto

Scenario totalmente diverso al piano superiore, nell’area partenze. I primi voli sono alle 6:15 per cui c’è una gran confusione ai banchi check-in.

Stampo la mia carta d’imbarco al chiosco automatico e mi avvio verso i varchi della sicurezza.

Fila molto lunga, impiego circa una mezz’ora per passare i controlli, una volta superati mi dirigo al gate di partenza.

GVA-ZRH
07:25 – 08:20 (07:45-08:20)
LX2805 – Posto 10A
A320 – HB-IJL

Sono già stanco, sono quasi le 7 del mattino e mi sono svegliato alle 14:00 del giorno precedente e, ho passato la notte a lavoro, quasi quasi mi metto a dormire nell’attesa del gate. Sembra facile. Una signora seduta di fianco a me mi chiede di controllare il suo bagaglio mentre lei va in bagno. Non ricordo neanche se le ho risposto, comunque al suo ritorno inizia a parlare senza sosta ed io che scuotevo la testa con gli occhi mezzi chiusi. Ah, parlava in tedesco. Finalmente arriva il momento dell’imbarco. Il mio posto è il 10A, amo il finestrino.

Cabina piena.

Entro il 2018 la flotta di Swiss basata a Ginevra sarà composta esclusivamente da Bombardier CSeries

Vicini di parcheggio: A319 per Amsterdam.

Si prende quota, vista del Mont Tendre.

Il personale di bordo distribuisce acqua e un cioccolatino.

Arriviamo a Zurigo in perfetto orario.

Cerco il mio prossimo volo

Dopo pochi passi sono già al gate per il mio volo successivo.
L’imbarco apre dopo qualche minuto e si sale a bordo in modo rapido. Il volo risulterà pieno ad un 50% circa.

ZRH-NCE
09:00 – 10:10 (09:12-10:03)
LX562 – Posto 30A
A320 – HB-IJI

Vicini di parcheggio: A319 in partenza per Amburgo.

Cabina mezza vuota (o mezza piena).

Aspettiamo il nostro turno

Oggi, 1 Agosto, Festa Nazionale, buon compleanno Svizzera!

In avvicinamento a NCE

Antibes

Le “vele” della Costa Azzurra, progettate e costruite nello stesso periodo delle Vele di Scampia a Napoli.

A differenza delle purtroppo degradate Vele di Scampia, questi alloggi vengono venduti a ben 4.300€ al metro quadrato.

Atterriamo in orario, neanche il tempo di aprire la porta anteriore dell’aereo e già si sente il gran caldo che sta avvolgendo la Francia in questi giorni. Ci si mette poco ad uscire dall’aeroporto e non so come o perché mi viene in mente la brillante idea di raggiungere il centro a piedi anziché utilizzare i mezzi. Rimpiango la scelta ancora adesso. Mi fermo alla prima fermata del bus che incontro, prendendo il primo bus, senza sapere dove andasse, nella speranza che abbia l’aria condizionata a bordo. C’era.
Appena vedo la spiaggia in lontananza prenoto la fermata e scendo. Mi trovavo sulla Promenade des Anglais, probabilmente la strada più famosa della città, diventata tristemente nota anche grazie all’attentato dello scorso anno. Mi fermo per scattare qualche foto ma la temperatura è troppo alta.

Ritorno alla fermata e prendo un altro bus che mi ferma dopo qualche km sulla stessa strada. Da lí raggiungo il mio ostello in pochi minuti.

Ovviamente essendo mattina non posso ancora accedere alla mia camera, o meglio dire il mio letto. Lascio per cui il mio bagaglio portando con me solo l’indispensabile. Un manifesto nella hall pubblicizzava le varie escursioni e tra le tante c’è anche il Principato di Monaco. Mi informo su come raggiungerla e mi incammino verso la stazione dei treni.

Non avevo programmato una gita del genere, ma quante altre occasioni avrei avuto di visitarla?

In circa mezz’ora di treno arrivo alla stazione di Monaco Ville.

Appena si esce dalla stazione ci si ritrova sul porto e subito si riconoscono le strade viste in tv in occasione del gran premio.
Cammino lungo il porto e mi fermo in prossimità dello yacht Club. Sono colpito dalla struttura particolare.

Proseguo la mia passeggiata e noto l’indicazione per il casinò. Forse il simbolo principale di Montecarlo. Seguo l’indicazione e mi ritrovo di fronte al sacro luogo.

Chissà se hanno pagato il parcheggio. 😀

Mi metto infila per l’ingresso, aspetto il mio turno e mi controllano il contenuto della borsa con un metal detector. L’ingresso al casinò è gratuito per la sola zona del bar e del salone principale, dove c’è un finto tavolo di roulette in cui è possibile avere una propria foto al tavolo da gioco. L’ingresso al resto del casinò, ovvero la zona dei tavoli da gioco si paga 17€. Per me che sono del settore è praticamente un obbligo entrare e pago dazio. Ne vale la pena.
Appena si entra, viene spontaneo voltare la testa in su, per ammirare la grandezza del salone ma soprattutto il lusso che si respira nell’ambiente.
Giro un po’ all’interno, sinceramente mi sarei aspettato di più dal punto di vista del gioco, c’erano due tavoli di BlackJack, due di Roulette Inglese e uno di Roulette Francese.
Sinceramente lavorando nel settore non mi piace giocare, visto che già so come va a finire, poi comunque penso di “investire” quello avevo con me e mi fermo a giocare anche per il gusto di poter dire che ho giocato in quello che forse è il più importante Casinò d’Europa ma anche per conservarmi una fiche da gioco. Alla fine mi ritrovo a passare un’ora a giocare e, con una bella vincita. Mi sono ripagato la vacanza e probabilmente anche la prossima! 😀
Alla fine cambio i soldi e mi dimentico anche di conservare una fiche per me.
Poco importa a questo punto. 😛

Proseguo la mia passeggiata e mi ritrovo nella curva del Fairmont Hotel, famoso anche questo per la curva del Gran Premio.

Si sente musica pompare dal tetto della struttura, c’è una piscina. Entro in hotel e mi dirigo al settimo piano per vedere di cosa si tratta. È una bella piscina attrezzata all’ultimo piano dell’albergo. Chiedo il prezzo dell’ingresso, mi piacerebbe passare un oretta qui. Mi rispondono che costa 400€, se fosse non fosse che era ormai tardo pomeriggio, dopo la vincita al casinò il pensiero l’avrei fatto.

Continuo la mia passeggiata e mi trovo all’ingresso del tunnel di Montecarlo che passa proprio sotto l’albergo.

Mi dirigo verso la spiaggia che sembra molto carina. Non so per quale motivo ma non mi sono fermato in spiaggia, la stanchezza comincia a farsi sentire.

Sono 27 ore che sono sveglio.
Ormai dominato dalla stanchezza, decido di ritornare a Nizza e mi incammino verso la stazione costeggiando il porto ancora una volta.

Come all’andata in mezz’ora raggiungo la stazione di Nizza.

Mi dirigo in ostello, pensando di dormire per un’oretta e poi uscire in giro. Ovviamente non si dorme. Una volta in ostello conosco due dei miei compagni di camerata. Un ragazzo brasiliano nel pieno del suo EuroTrip ed un ragazzo di origini vietnamite che vive in Germania. C’è un buon feeling tra noi. Andiamo insieme al bar dell’ostello per bere qualcosa di fresco, visto che sono le 19 ma è ancora molto caldo. Passiamo un’oretta a chiacchierare e nel frattempo si unisce a noi (eravamo i piú chiassosi ovviamente) un ragazzo svedese. Visto che ho solo una notte qui a Nizza propongo di spostarci sul lungomare, proposta accettata all’unanimità.
Passeggiamo sulla promenade e ci siediamo ad osservare il mare e continuare la nostra chiacchierata.

Ci spostiamo.

Nelle vicinanze del lungomare c’è Piazza Massena, una delle principali piazze della città e, forse la piú elegante. Circondata da portici dove ci sono molti bar e negozi e ristoranti. Le statue che vedete in foto sono un’opera d’arte dell’artista Jaume Plensa e rappresentano i sette continenti.

Sul lato della piazza che porta verso il mare invece, c’è la statua di Apollo, alta ben 7 metri.

Arrivo ad un punto della serata in cui mi sento davvero troppo stanco e anche un po’ affamato. Saluto e mi allontano dal gruppo e mi dirigo verso il vicino Hard Rock Cafè, per provare il Local Legendary (ogni località ha il suo).

Il migliore che abbia mai mangiato.

Giorno 2
Nel mio secondo giorno a Nizza, dopo una lunga dormita (ma comunque non sufficiente) decido di raggiungere una spiaggia che avevo visto ieri quando ero in treno verso MonteCarlo. Cerco su Google Maps e, scopro che si tratta di Villefranche-sur-Mer. Vedo un paio di foto su internet e decido di incamminarmi verso la stazione. Raggiungo il paese in meno di 10 minuti, scendo le scale della stazione e sono subito in spiaggia.

Nonostante il gran caldo mi incammino per le strade del paese. RImango affascinato dalla grandezza della baia e scopro che la sua particolarità è la profondità della baia ed anche per questo motivo viene scelta dalle navi da crociera per sostare al largo della baia e raggiungere terra con un servizio di taxi boat dedicato. Essendo una baia molto riparata dalle correnti in passato era il porto principale per il Ducato di Savoia (da ricordare che fino al 1860 tutto il Contrado di Nizza faceva parte del Regno di Sardegna).

è un piacere perdersi tra i vicoli del paese, molto caratteristici e soprattutto al riparo dal sole!

Continuo il mio giro ma è veramente troppo caldo, mi incammino verso la spiaggia e mi tuffo immediatamente!

Verso ora di pranzo decido di rientrare a Nizza, mi incammino verso la stazione che si trova proprio sopra la spiaggia.

Al ritorno in treno scendo alla stazione precedente di quella di Nizza CIttà in modo da essere piú vicino alla zona del porto e poter visitare la parte est della città. Essendo ora di pranzo butto uno sguardo su TripAdvisor per vedere cosa c’è di buono nelle vicinanze. La scelta ricade su una trattoria che offre piatti tipici di Nizza proprio sulla strada verso il porto. Tipico di Nizza (e ovviamente anche delle zone italiane nelle vicinanze) è la Socca (farinata di ceci o torta di ceci). Non l’avevo mai sentita nominare per cui mi incuriosisco e la ordino dopo un antipasto leggero.

Buona ma comunque non soddisfacente in termini di quantità!

Proseguo la mia passeggiata verso il porto di Nizza.

è un porto prevalentemente turistico, tantissime imbarcazioni private e qualche battello verso altre località della riviera (St. Tropez, Cannes, MonteCarlo).

La strada che costeggia il porto è quella che piú avanti diventerà la Promenade des Anglais, il lungomare.

Monument aux Morts, dedicato alle vittime della Prima Guerra Mondiale, visto dal mare fa un certo effetto.

A dividere la zona del porto dalla città c’è la Collina del Castello, su cui c’è un bellissimo belvedere. Fa davvero tanto caldo ma decido di avventurarmi in salita.

Il castello è rimasto solo nel nome della collina, è stato distrutto circa 300 anni fa. Quello che rimane sono rovine storiche ed un cimitero, anch’esso risalente a qualche secolo fa.
Fa caldo e si suda, sembra non raggiungere mai la cima della collina.

Questo è lo spettacolo a cui ci si ritrova di fronte un volta in cima. Purtroppo le foto non rendono molto. Alla fine della spiaggia si intravede l’Aeroporto di Nizza.

Ovviamente dopo aver sofferto il caldo per tutta la salita, una volta in cima le nuvole la fanno da padrone.

Scendo dalla collina dal lato opposto e questa volta mi ritrovo all’inizio della Promenade.

Nonostante si sia momentaneamente annuvolato continuo a soffrire il caldo, per cui mi dirigo in fretta verso la spiaggia.

Il tempo di arrivare in spiaggia che mi spoglio e mi tuffo nella quasi fresca acqua della Riviera Francese.

Un Airbus A380 di Emirates appena decollato con destinazione Dubai.

Stanco della spiaggia mi incammino per un’ultima passeggiata sulla Promenade e per alcune vie del centro per poi tornare in ostello a ritirare il mio bagaglio e andare in direzione Aeroporto.

Apollo visto di giorno.

La fontana attraversabile di Piazza Massena, ottima in questi giorni.

Piazza Massena

Ritiro il mio borsone in ostello, saluto e ringrazio. Mi avvio verso la fermata del bus e lo aspetto per circa 20 minuti, almeno ero all’ombra. Sono le 6 del pomeriggio, ora di punta e il traffico si fa sentire. Il bus impiega ben 40 minuti per percorrere i circa 7km che separano il centro al Terminal 1. Nel mentre che ero sul bus mi arriva un SMS da parte di Swiss che scusandosi mi avvisano che il mio volo sarà in ritardo di circa 30 minuti, che poi diventeranno 50 minuti al successivo SMS, che poi diventeranno 1 ora e 40 minuti.

Ai controlli di sicurezza, non so per quale motivo suona il metal detector, per cui mi perquisiscono minuziosamente. Per una volta che non sono andato ai controlli in costume.

Le ultime partenze della giornata

Area partenze, molto ampia e luminosa, mi piace!

Airport food, posso capire i prezzi, ma mi meraviglio sempre di piú delle porzioni

Le serate estive, quelle belle ad aspettare un volo

Pochissimi voli rimasti, alcuni negozi hanno già chiuso

NCE-GVA
21:00-21:55 (22:42-23:18)
LX529 – Posto 30C
A320 – HB-IJK

Il ferro che mi riporterà in terra Elvetica

Volo molto breve e tranquillo, acqua e cioccolatino come all’andata e tante scuse per il ritardo da parte dell’equipaggio.

Quello di Ginevra è un aeroporto particolare. è situato in prossimità del confine con la Francia e per questo motivo una parte di esso, appunto il settore Francese è accessibile direttamente dalla Francia, cosa molto utile in passato prima degli accordi di Schengen, in questo modo i francesi potevano prendere voli per la Francia senza passare per la dogana Svizzera, lo stesso per quelli che arrivano a GVA. Il settore Francese ha anche il proprio parcheggio indipendente.

E niente, mentre mi incammino verso il parcheggio comincia a salirmi quel senso di tristezza, alla fine questi due giorni sono volati, mi sono divertito, è stato breve ma intenso.
Adesso si ritorna alla solita vita, al lavoro, la solita strada. Fisicamente sono qui, ma la mia mente è al mio prossimo viaggio!

Alla prossima!